Ansia da separazione

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Fino a poco tempo fa con il termine “ansia da separazione” si indicavano tutti i problemi comportamentali manifestati dai cani in assenza dei loro proprietari.
In realta’ non sempre la motivazione alla base di determinati comportamenti e’ l’ansia ma puo’, piuttosto, essere correlata a paura o a veri e propri attacchi fobici.
Oggi si utilizza il termine di “Distress da separazione” per indicare tutti i problemi comportamentali, che si riferiscono alla separazione, caratterizzati da un alto livello di ansia prima dell’allontanamento di un membro della famiglia e conseguenti reazioni comportamentali in assenza di questa figura (Horwitz, Heath, Mills, 2002).
Si tratta di una vera e propria patologia che interessa soprattutto cani che sono stati ospitati in canili o soggetti che tornano da una pensione o, ancora, animali sottratti troppo precocemente dalla madre, il che provoca nel cucciolo uno stato di sconforto che lo porta a legarsi morbosamente a chi gli procura le cure materne.
I cani possono sviluppare tale patologia in qualsiasi momento della loro vita: da cuccioli, in seguito del trasferimento dell’attaccamento materno al proprietario o piu’ tardivamente, in seguito a condizioni ambientali che alterano la routine a cui il cane e’ abituato o ad episodi traumatici che si verificano in assenza del proprietario.
I problemi da separazione si manifestano con vocalizzi ininterrotti, iperattivita’, comportamenti distruttivi, feste eccessive al momento del rientro del proprietario, autotraumatismi, leccamento, mordicchiamento; sintomi che si evidenziano pochi minuti dopo la separazione o, addirittura, quando il cane presagisce l’uscita dell’adorato proprietario e possono esacerbarsi fino a manifestarsi come attacchi di panico.

Il cane ansioso lasciato solo cerchera’ disperatamente il suo padrone arrivando a distruggere i suoi oggetti con i denti, piangera’, urinera’ in casa, si lecchera’ le zampe fino a provocarsi delle piaghe e tutto cio’ solo per scaricare l’ansia che lo attanaglia al momento della separazione.

La tendenza del proprietario al rientro e’ quella di punire il cane per quello che ha fatto o, al contrario, lodarlo quando non ha combinato guai…niente di piu’ sbagliato!
L’incoerenza di questi rientri, l’alternarsi di carezze e rimproveri contribuisce a generare nel cane uno stato ansiogeno.
Gli animali che, al rientro del proprietario, invece di fargli le feste si nascondono o manifestano segnali di calma (girare la faccia, leccarsi le labbra, camminare lentamente) non lo fanno, come spesso si crede, perche’ si sentono in colpa ma solo perche’ aspettano, con estremo disagio, di conoscere quale sara’ questa volta l’umore del proprietario nonche’ di placare il suo evidente nervosismo.
E’ assolutamente necessario ignorare i cani affetti da questa malattia nei 15 minuti precedenti e successivi alle uscite che, all’inizio del trattamento, avranno durata molto breve.

Se il vostro amico soffre di questo disturbo rivolgetevi ad un veterinario comportamentalista per definire con lui un piano terapeutico.
La terapia dei Problemi da Separazione e’ complessa ma puo’ portare ad ottimi risultati: attraverso modificazioni ambientali e comportamentali si lavora per ridurre l’eventuale dipendenza del cane dal suo proprietario, fornire stimoli piacevoli durante l’assenza del proprietario, modificare le interazioni tra cane e proprietario e riabituare progressivamente il cane a rimanere solo in casa.

Dott.ssa Ludovica Pierantoni
Medico Veterinario Comportamentalista

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